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Pensioni 2026: le vie per uscire dal lavoro

04 Marzo 2026

La legge di bilancio 2026 è intervenuta anche in materia previdenziale.

Le principali novità introdotte riguardano soprattutto la previdenza complementare. Per quanto riguarda la pensione pubblica rimangono sostanzialmente immutate le vie ordinarie di uscita dal lavoro.

Le novità riguardano Quota 103 e Opzione donna, che non sono state prorogate per il 2026.

Tutte le altre misure rimangono invariate. Anche per il 2026, infatti, sono confermati i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia (67 anni di età e 20 di contributi) e quelli per richiedere la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne). 

Viene confermata anche la possibilità per i lavoratori "contributivi puri", ossia senza contributi al 31 dicembre 1995, di accedere alla pensione anticipata a 64 anni, ma solo se hanno versato 20 anni di contributi e hanno un assegno pensionistico pari ad almeno tre volte l’assegno sociale. Viene annullata però la possibilità (introdotta con la Legge di bilancio per il 2025 e mai diventata operativa), per i lavoratori totalmente contributivi e iscritti alla previdenza complementare, di sommare alla pensione pubblica la rendita attesa dal fondo pensione per raggiungere la soglia richiesta per accedere a questo tipo di pensionamento.

Rimangono immutate anche le condizioni per i lavoratori precoci, ossia coloro che hanno lavorato almeno 12 mesi prima dei 19 anni, che si trovano in una situazione di difficoltà (disoccupazione o invalidità pari almeno al 74%) oppure sono impegnati in attività usuranti o gravose o sono caregiver che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado, che possono anticipare la pensione con 41 anni di contributi.

La recente Manovra non modifica i requisiti per poter andare in pensione nel 2026, ma prevede già aumenti, sia per il 2027 che per il 2028, dell’età per poter accedere al pensionamento. In particolare, per la pensione di vecchiaia ci vorranno 67 anni di età e un mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028; per la pensione anticipata saranno necessari 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi di contributi per le donne nel 2027 e 43 anni e 1 mese di contributi per gli uomini e 42 anni e 1 mese di contributi per le donne nel 2028.

Anche l’APE sociale rimane in vigore. La misura, attiva dal 2017, consente a chi ha almeno 63 anni e 5 mesi, 30 anni di contributi (36 per chi svolge attività gravose) e si trova in condizioni di disagio socioeconomico di ricevere un sussidio dallo stato fino a 1.500 euro lordi al mese in attesa di raggiungere la pensione di vecchiaia.

La Legge di bilancio 2026 ha confermato anche il "bonus Maroni", un'agevolazione rivolta a chi, pur avendo raggiunto i requisiti per la pensione anticipata, sceglie di restare al lavoro. In base a questo incentivo, invece di versare i contributi all'Inps, il lavoratore sceglie di riceverli direttamente in busta paga. La cifra non versata a fini contributivi viene corrisposta direttamente al lavoratore, ma senza che formi reddito ai fini fiscali. Il bonus Maroni permette di avere un aumento dello stipendio netto, ma a fronte di una pensione futura più bassa perché il montante contributivo non aumenta.

 

 

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