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Previdenza Complementare e Legge di Bilancio 2026: cosa cambia?

28 Gennaio 2026

L’ultima legge di bilancio ha introdotto importanti novità, che entreranno in vigore il 1° luglio 2026, per la previdenza complementare.

Adesione automatica e silenzio assenso

La prima novità riguarda le modalità di ingresso nella previdenza complementare per i lavoratori dipendenti neoassunti.

In particolare, con le nuove norme si riduce da sei a due mesi il tempo a disposizione, per chi inizia a lavorare, per scegliere se destinare il proprio Tfr ad un fondo pensione oppure se lasciarlo in azienda.

Se entro 60 giorni dall’assunzione il lavoratore non fa nessuna scelta, in base al meccanismo del silenzio-assenso, viene iscritto in maniera automatica alla previdenza complementare.

In caso di adesione attraverso il silenzio-assenso, il Tfr maturando e i contributi dovuti dal lavoratore e dal datore di lavoro confluiscono nel fondo collettivo di riferimento. La percentuale a carico del lavoratore e del datore di lavoro sono stabilite dal CCNL di appartenenza e sono riportate nella Nota informativa di ogni fondo.

Con la nuova normativa, in caso di adesione automatica vengono versati nel fondo pensione il TFR e i contributi del lavoratore e del datore spettanti a partire dalla data di assunzione. Anche la data di adesione si farà decorrere dalla data di assunzione.

Rimane per il lavoratore la possibilità di rinunciare esplicitamente all’adesione alla previdenza complementare, entro i 60 giorni dall’assunzione, o di scegliere una forma pensionistica diversa da quella negoziale (fondo pensione aperto o PIP, rinunciando così al contributo datoriale).

Dal 1° luglio 2026, le somme delle adesioni automatiche confluiscono nel comparto più coerente con l' orizzonte temporale dell'aderente e della sua età anagrafica. Se il fondo ha istituito il modello del Life Cycle, che prevede il passaggio automatico da un comparto ad un altro in base all’età, le adesioni confluiranno in questa linea.

Flessibilità in uscita

Un'altra novità riguarda l’introduzione di una maggiore flessibilità in uscita, con la possibilità di riscattare in capitale, al momento della richiesta della pensione complementare, fino al 60% del montante accumulato nella propria posizione individuale (precedentemente il limite era fissato al 50%).

La Manovra 2026 ha anche introdotto nuove opzioni di rendita, che sono:

  • rendita a durata definita: che prevede rate annuali per un numero di anni pari alla speranza di vita residua determinata sulla base delle tavole demografiche ISTAT 

  • prelievi liberi: che accorda la possibilità di prelevare liberamente più somme 

  • erogazione frazionata: che permette di accedere al montante accumulato in diverse rate frazionabili per un periodo non inferiore a 5 anni

Regime Fiscale e aumento deducibilità

Altra novità riguarda l’innalzamento del limite di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare, esclusi quelli del Tfr, da 5.164,57 a € 5.300 annui. 

Inoltre, viene aumentato anche il limite dell'extra deducibilità per chi ha iniziato a lavorare dopo il 2007 fino a 7.950 euro annui.

Portabilità del contributo datoriale

Dopo 2 anni di iscrizione ad un fondo pensione collettivo, che prevede il contributo del datore di lavoro, è possibile trasferire l’intera posizione a un altro fondo pensione e mantenere il diritto a ricevere il contributo del datore di lavoro anche se si passa ad un fondo pensione aperto individuale o a un piano individuale pensionistico (PIP).

Va precisato che in fase di adesione il contributo datoriale continua a spettare solo in caso di iscrizione ad un fondo pensione collettivo.

Fondo di tesoreria Inps

Il Fondo di Tesoreria Inps è un conto a disposizione dello Stato, gestito dall’Inps in cui confluisce il Tfr dei lavoratori che scelgono di lasciare la propria liquidazione in azienda e di non versarla ad un fondo pensione. L’obbligo di versamento del Tfr al fondo di tesoreria scatta per le aziende che hanno più di 50 addetti. Con la legge di bilancio 2026 si estende gradualmente l’obbligo di versamento anche alle aziende che raggiungono i 50 addetti nel corso degli anni, a prescindere dal numero di dipendenti iniziali. 

In particolare, l’obbligo viene esteso nel 2026-2027 alle aziende con almeno 60 dipendenti, dal 2028 a chi ha 50 addetti e dal 2032 a chi ha 40 lavoratori.


Cosa rimane invariato?

Rimane immutata:

1.  la possibilità di accedere alle somme prima del pensionamento nei casi di:

  • spese sanitarie (gravi): fino al 75% della posizione, in qualsiasi momento

  • prima casa (acquisto o ristrutturazione): fino al 75%, dopo 8 anni di iscrizione

  • ulteriori esigenze (generiche): fino al 30%, dopo 8 anni di iscrizione

2.  la  tassazione applicata a:

  • rendimenti  (20%anziché 26% ordinario)

  • Titoli di Stato agevolati (12,5%).

  • anticipazioni e prestazione pensionistica finale (dal 15% al 9% in alcuni casi e 23% in altri)

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