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Inclusione dei criteri ESG nelle strategie di investimento dei piani previdenziali: la crescita continua

26 Novembre 2025

L’undicesima edizione dell’indagine sugli investimenti sostenibili degli investitori previdenziali italiani, realizzata dal Forum per la finanza sostenibile in collaborazione con Mefop e con MondoInstitutional, esamina la diffusione degli investimenti ESG (environmental, social and governance) tra gli operatori previdenziali italiani. Dall’analisi emerge una crescita degli enti che includono criteri ESG nelle proprie strategie di investimento.

All'indagine del 2025 hanno risposto 105 piani pensionistici (sui 127 del campione preso in considerazione), che gestiscono un patrimonio di 292,17 miliardi di euro, pari all'82% del patrimonio totale dei piani previdenziali italiani. 

Il campione coinvolto è composto da:

  • 19 casse di previdenza - CP

  • 33 fondi pensione negoziali - FPN

  • 25 fondi pensione aperti - FPA

  • 25 fondi pensione preesistenti - FPP

  • 25 Piani Individuali Pensionistici -  PIP

Nel campione sono stati inclusi tutti i FPN, i primi 25 FPA, FPP e PIP per patrimonio in gestione e tutte le CP.

Considerando l’ampliamento del campione rispetto all’anno scorso (erano 112 enti), il tasso di risposta registra una diminuzione, passando dall’88% all’83%. Il tasso di partecipazione più alto si è registrato tra i FPA (92%): la quasi totalità dei piani (23 su 25), infatti, ha risposto al questionario.

Piano pensionistico Campione (127 enti) Rispondenti (105 enti)

Casse di previdenza (CP)

19 14

Fondi pensione negoziali (FPN)

33 30

Fondi pensione aperti (FPA)

25* 23

Fondi pensione preesistenti (FPP)

25* 19

Piani pensionistici individuali (PIP)

25* 19

*Primi 25 fondi per patrimonio in gestione
 Fonte: Rielaborazione dati Forum per la finanza sostenibile

Inclusione dei criteri ESG nelle scelte di investimento degli enti previdenziali

Il 90% degli enti di previdenza rispondenti (95 piani previdenziali) include criteri ESG nelle proprie scelte di investimento. Il dato è in crescita rispetto allo scorso anno, quando gli enti che adottavano questi criteri erano l’80% (79 piani su 99 partecipanti). A partire dal 2015, anno dopo anno, il dato relativo all’inclusione dei criteri ESG ha registrato un costante aumento.

Fonte: Undicesima edizione dell’indagine sugli investimenti sostenibili degli investitori previdenziali italiani, Forum per la finanza sostenibile
https://finanzasostenibile.it/wp-content/uploads/2025/09/FFS_RicercaPrevidenziali2025_web.pdf

Le principali motivazioni che spingono gli enti previdenziali a fare investimenti sostenibili sono:

  • possibilità di coniugare l’impatto socio-ambientale con un congruo ritorno finanziario 

  • allineamento al contesto normativo di riferimento 

  • benefici reputazionali 

  • gestione più efficace dei rischi finanziari 

  • coerenza con il dovere fiduciario nei confronti di aderenti e beneficiari 

Fonte: Undicesima edizione dell’indagine sugli investimenti sostenibili degli investitori previdenziali italiani, Forum per la finanza sostenibile
https://finanzasostenibile.it/wp-content/uploads/2025/09/FFS_RicercaPrevidenziali2025_web.pdf

I piani che non hanno ancora avviato valutazioni in merito sono 7 e non lo hanno ancora fatto per:

  • mancanza di dati ESG affidabili e standardizzati 

  • mancanza di certificazioni di tutela contro il greenwashing

  • volontà di non porre limiti alle scelte di investimento 

Anche quest’anno, nessuno ha motivato la mancata adozione di criteri ESG con la presunta maggior rischiosità o scarsa redditività degli investimenti sostenibili. 

I piani che non stanno valutando di effettuare investimenti sostenibili individuano come criticità la mancanza di dati ESG affidabili e standardizzati e la scarsa disponibilità di risorse o persone da dedicare agli investimenti sostenibili. 

Strategie di inclusione dei criteri ESG e obiettivi di sostenibilità

criteri ESG possono essere inclusi nei propri portafogli tramite diversi approcci, che non si escludono a vicenda. Le strategie di sostenibilità più diffuse tra gli investitori previdenziali italiani coinvolti nella ricerca sono:

  • esclusioni. In base a questa strategia, adottata dall’89% dei piani che introducono investimenti ESG, vengono esclusi dai propri investimenti specifici settori, come armi, tabacco, scommesse e gioco d’azzardo

  • convenzioni internazionali. In questo caso, che coinvolge il 63% dei piani, gli investimenti sono scelti in base al rispetto di norme definite in sedi internazionali come OCSE, ONU o Agenzie ONU

  • best in class. Secondo questa strategia, scelta dal 70% dei piani, si preferiscono gli investimenti che rispettano i criteri ambientali, sociali e di governo

  • investimenti tematici. In base a questo approccio, applicato dal 56% dei piani pensionistici, si scelgono investimenti focalizzati su temi come le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, la salute e l’economia circolare

Gli obiettivi di sostenibilità più citati dagli enti partecipanti all’indagine sono:

  • identificazione di criteri di esclusione per gli investimenti

  • riduzione della carbon footprint (impronta di carbonio, cioè la quantità di emissioni)

  • Identificazione di soglie minime per il rating ESG degli emittenti da inserire in portafoglio 

  • politiche del personale attente alla parità di genere

  • riduzione delle emissioni climalteranti

Quasi il 70% (66 piani) estende gli investimenti sostenibili a una quota di patrimonio compresa tra il 75 e il 100%, mentre il 22% (21 piani) include i criteri ESG nella totalità del patrimonio in gestione. 

Il 41% dei piani dichiara di voler aumentare in futuro la quota di investimenti sostenibili, il 59%  che la manterrà invariata, mentre nessun piano prevede di diminuire la percentuale di investimenti sostenibili. 

Impronta di carbonio, obiettivo net-zero e SDGs

La pratica di includere la misurazione dell’impronta di carbonio per quantificare le emissioni di gas climalteranti associate agli investimenti è adottata da quasi il 70% dei rispondenti che includono i criteri ESG, con una crescita, da 43 a 66 piani, rispetto allo scorso anno.

Aumentano, passando da 19 a 28, anche i piani che includono l’obiettivo net-zero nella politica di investimento. Per net-zero si intende il raggiungimento della neutralità climatica, cioè di un equilibrio tra le emissioni di gas serra generate dall’attività umana e le emissioni assorbite così da azzerare le emissioni nette.

Sono soprattutto i PIP (il 68%, 13 su 19) e i FPA (il 48%, 11 su 23) ad includere questo obiettivo e nessun FPN lo include nella propria politica di investimento. 

Da sottolineare che nessuno dei piani che già includeva l’obiettivo della neutralità climatica ha modificato tale impostazione.

Fonte: Undicesima edizione dell’indagine sugli investimenti sostenibili degli investitori previdenziali italiani, Forum per la finanza sostenibile
https://finanzasostenibile.it/wp-content/uploads/2025/09/FFS_RicercaPrevidenziali2025_web.pdf

Per quanto riguarda gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU (Sustainable Development Goals, SDGs), il 51% dei piani attivi in politiche sostenibili li include nelle politiche di investimento. Gli Obiettivi più citati sono: lotta al cambiamento climatico (SDG 13), parità di genere (SDG 5), salute e benessere (SDG 3), energia pulita e accessibile (SDG 7), lavoro dignitoso e crescita economica (SDG 8).

 

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