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Quota 100. Come dovrebbe funzionare?

23 Gennaio 2019

La nuova misura sperimentale per l'accesso anticipato al pensionamento

La legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) contiene alcune norme che incidono sul sistema pensionistico (rivalutazione delle pensioni, taglio delle cosiddette “pensioni d’oro” e flat tax per pensionati dall’estero), rimandando a un successivo decreto altre novità in tema di anticipo dei requisiti per l’accesso al pensionamento, in particolare la cosiddetta Quota 100.

Tale decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ma dalla lettura delle bozze circolate in questi giorni e sulla base delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio e dei Ministri che hanno seguito la redazione del testo normativo è possibile trarre alcune indicazioni di massima sul funzionamento della Quota 100 e di altre misure utili all’accesso anticipato al pensionamento.

Fermo restando che solo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale si potrà avere la certezza su come funzioneranno le nuove regole, descriviamo sommariamente quali dovrebbero essere le regole di accesso e le limitazioni previste per l’accesso a pensione con “Quota 100”.

Pensione con Quota 100

Si tratta di una misura sperimentale per il triennio 2019-2021 che consente l’accesso anticipato rispetto ai requisiti pensionistici ordinari a condizione che il soggetto abbia un’età non inferiore a 62 anni e anzianità contributiva non inferiore a 38 anni. Tale accesso pensionistico anticipato riguarda tutti i lavoratori con gestioni Inps (dipendenti privati, pubblici e autonomi). Chi raggiungerà i requisiti per la Quota 100 entro la fine del periodo di sperimentazione potrà farli valere anche se la misura non sarà prorogata.

Nel periodo sperimentale, il requisito minimo di 62 anni non subirà incrementi a seguito di un miglioramento della speranza di vita, come invece avviene per la pensione di vecchiaia (il cui requisito anagrafico è salito a 67 anni dal 2019 e subirà un nuovo aggiornamento nel 2021).
Ai fini del requisito contributivo di 38 anni è prevista la possibilità di cumulo (ossia possono essere sommati tutti i periodi non coincidenti) di contributi accumulati presso gestioni diverse, ma sempre all’interno dell’Inps.

Fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia non è possibile per i pensionati con Quota 100 percepire un reddito da lavoro, salvo che si tratti di reddito da lavoro autonomo occasionale che non superi la soglia dei 5000 euro lordi annui.

L’accesso a Quota 100 è precluso ai lavoratori di Forze Armate, Polizia, Polizia penitenziaria, Vigili del fuoco e Guardia di finanza, nonché ai soggetti in che hanno in corso o hanno goduto di Isopensione o dell’accesso a fondi di solidarietà per l’accompagnamento alla pensione.

Una volta raggiunti i requisiti per l’accesso a Quota 100 il lavoratore dovrà attendere una finestra di uscita per l’effettiva decorrenza del pagamento della pensione. La finestra sarà a regime di 3 mesi, che salgono a 6 per i lavoratori del settore pubblico. Per gli insegnanti permane la necessità di attendere la conclusione dell’anno scolastico per l’accesso effettivo al pensionamento.

Sono previste penalizzazioni per chi accede alla pensione con Quota 100?

La risposta è no. Chi va in pensione con Quota 100 lo fa con le stesse regole di chi va in pensione con il regime ordinario. Tuttavia, andando in pensione prima, il lavoratore sarà più giovane (quindi otterrà la pensione per più anni), verserà meno contributi e accumulerà minore anzianità contributiva.

È quindi coerente con il funzionamento del sistema che la pensione ottenuta sia inferiore, in alcuni casi di maggiore anticipo anche del 25-30%, a quella che il lavoratore avrebbe avuto restando a lavorare fino alla normale decorrenza, ma non a causa di penalizzazioni specifiche. Va però considerato che a fronte di tale riduzione, il lavoratore godrà non solo di maggiori anni di riposo (il cui valore non è quantificabile monetariamente), ma invece di pagare contributi otterrà una pensione.

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