Guida alle Casse di Previdenza

Previdenza

Come per la contribuzione, ogni Cassa di previdenza per i liberi professionisti presenta le proprie regole in termini di erogazione e requisiti minimi di accesso alle prestazioni previdenziali.

Pur mostrando differenze, è possibile trovare elementi comuni tra le Casse e individuare alcuni schemi ricorrenti in termini di regole di applicazione, con personalizzazione su singoli parametri per le diverse Casse.
 

Le prestazioni previdenziali delle Casse di previdenza


Pensione di anzianità e vecchiaia

È l’assegno che viene corrisposto al libero professionista che abbia raggiunto i requisiti di pensionamento previsti dalla sua cassa di appartenenza .

Il calcolo delle pensioni

La gran parte delle differenze tra le Casse si concentra nel metodo di calcolo delle prestazioni pensionistiche. Sebbene
vi siano sistemi di calcolo molto diversi tra loro, possiamo raggrupparli in tre macro-categorie.
 

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Reddituale

In questo sistema (conosciuto nel mondo dei lavoratori dipendenti con il nome di retributivo) la pensione è basata principalmente sul livello di reddito professionale dichiarato dal libero professionista.
La pensione è infatti una percentuale, basata sul numero di anni di contribuzione, del cosiddetto Reddito pensionabile. Il reddito pensionabile è pari a una media dei redditi conseguiti dal libero professionista prima del pensionamento.
Le Casse si differenziano nel valore attribuito a ogni anno di contribuzione (aliquota di rendimento) e nella determinazione degli anni da considerare per il calcolo del reddito pensionabile. Per esempio, alcune Casse considerano una media dei redditi degli ultimi anni prima del pensionamento, altre i migliori redditi all’interno di un range temporale.
Se, per esempio, l’aliquota di rendimento è pari all’1%, con trent’anni di anzianità contributiva si avrà diritto al 30% del reddito pensionabile.
Nel corso degli anni, le diverse Casse che avevano questo sistema hanno ridotto l’aliquota di rendimento di ogni anno di anzianità, oppure hanno aumentato il numero di anni da considerare per calcolare il reddito pensionabile o hanno introdotto penalizzazioni per chi andava in pensione prima di una certa età. Tali manovre hanno avuto l’obiettivo di rendere più sostenibile il pagamento delle pensioni nel lungo termine, ma non sempre sono state sufficienti e le Casse hanno introdotto altri metodi (come il contributivo) per rendere più semplice il raggiungimento dell’equilibrio.

Pensione base

In questo gruppo di metodo di calcolo possiamo inserire quelle Casse che pagano una pensione base ai professionisti, uguale per tutti, riducendo eventualmente il valore per quegli iscritti che non hanno contribuito per un minimo di anni. Tale meccanismo è molto simile a quello reddituale, laddove al posto del reddito pensionabile si utilizza un valore assoluto indipendente dai redditi dei liberi professionisti.
Si tratta di un meccanismo di calcolo di solito collegato a un contributo soggettivo pagato in cifra fissa e quindi a sua volta indipendente dal reddito. Dato che tutti i professionisti pagano lo stesso contributo, anche la pensione è la stessa per tutti, a parità di anzianità contributiva. Nel caso in cui l’anzianità sia più alta o più bassa di un certo numero di anni, la pensione viene ricalcolata in modo proporzionale.
Il metodo di calcolo reddituale ha un debole legame tra quanto un professionista contribuisce alla Cassa e quanto otterrà in termini di pensione, dato che quest’ultima non dipende direttamente dai contributi versati. Pertanto, tale metodo potrebbe creare squilibri e iniquità.

Contributivo

Il metodo di calcolo contributivo, invece, definisce l’importo della pensione partendo dall’ammontare dei contributi versati alla Cassa.
Al momento del pensionamento, infatti, la Cassa calcola quanti contributi sono stati versati dal professionista, applicando una rivalutazione contabile che può essere legata all’andamento del Pil, al rendimento della gestione finanziaria o all’andamento dei redditi della categoria. Tale somma, chiamata montante contributivo, viene quindi moltiplicata per un coefficiente di trasformazione legato all’età del professionista al momento della pensione. Il coefficiente, infatti, è un valore che dipende dalla speranza di vita attesa e quindi è tanto più alto quanto più alta è l’età al pensionamento. Viene calcolato in modo tale da pagare al professionista che vivrà fino all’età attesa di decesso un numero tale di pensioni il cui valore complessivo sia pari al montante contributivo convertito, immaginando una rivalutazione nel tempo. In media, quindi, ogni professionista otterrà sotto forma di pensione tutti i contributi versati lungo la propria vita lavorativa, con una certa rivalutazione.
Molte Casse si stanno spostando verso questo metodo di calcolo delle prestazioni, che rende più agevole il raggiungimento dell’equilibrio nel lungo periodo.

Altre prestazioni previdenziali

Le Casse di previdenza, oltre alla pensione, erogano ai propri iscritti e ai loro famigliari, in alcune specifiche situazioni, le seguenti ulteriori prestazioni previdenziali:

Pensione indiretta e di reversibilità

È l’assegno pensionistico a cui hanno diritto i familiari in caso di morte del professionista prima (pensione indiretta) o dopo il momento del pensionamento (pensione di reversibilità).

Pensione di inabilità e invalidità

Viene versata in favore dei professionisti per i quali viene accertata la riduzione della capacità all’esercizio della professione a meno di un terzo (pensione di invalidità) o l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa (pensione di inabilità).

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