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La sesta indagine campionaria Mefop-Ipsos: il futuro, il welfare e l’educazione

23 Ottobre 2019

La sesta Indagine Campionaria, realizzata nel 2019 da Mefop insieme all’aiuto tecnico di Ipsos, ha coinvolto un campione di circa 2.000 lavoratori italiani del settore pubblico e privato. A questo gruppo di persone è stato chiesto quali sono le preoccupazioni per il futuro e cosa si aspettano, in risposta alle loro esigenze, dal sistema pubblico.

Cominciamo dall’inizio: perché un’indagine campionaria, cosa significa?
Un’indagine campionaria è una ricerca che, attraverso delle interviste somministrate ad un gruppo di persone (il cosiddetto campione), rappresentativo dell’intera popolazione, consente di avere delle informazioni su un argomento specifico.

 

La VI indagine campionaria Mefop-Ipsos: cosa emerge?

 

Se guardiamo al futuro, cosa ci preoccupa?

A preoccupare gli italiani ci sono sicuramente le pensioni inadeguate e l’ipotesi di perdita del lavoro. Negli ultimi anni, sono cresciute anche le preoccupazioni legate alla propria salute e a quella dei familiari. Rispetto all’indagine campionaria del 2012, infatti, i timori per la salute, la paura di ritrovarsi malati e senza gli strumenti per fronteggiare questa situazione si sono fatte più forti, arrivando a interessare il 38% del campione (era l’11% nel 2012).

Quanto ne sappiamo del sistema di welfare?

Attraverso altre domande si è cercato di capire qual è il livello di conoscenza del sistema previdenziale pubblico e privato.

I risultati parlano chiaro: poco più di 1 intervistato su 2 (il 54%) dichiara di essere informato sul sistema pensionistico pubblico e il restante 46% dichiara di saperne poco o per niente.

Per quanto riguarda il welfare privato, solo il 40% degli intervistati dichiara di conoscerlo. Le conoscenze sono poco diffuse anche tra coloro che dovrebbero saperne di più, ossia tra gli iscritti alla previdenza complementare.

Anche la consapevolezza di qual è il metodo utilizzato per calcolare le pensioni è scarsa: il 30% degli intervistati, infatti, non sa qual è il sistema adottato. Diffusa anche la convinzione che la pensione verrà calcolata ancora con il sistema retributivo, metodo che, da anni, ha lasciato il posto al contributivo. Questa mancata informazione distorce la percezione della realtà e impedisce, soprattutto ai più giovani, di pianificare il proprio futuro previdenziale.

Possiamo fare qualcosa?

La maggior parte degli intervistati è consapevole che i sistemi sanitari e previdenziali pubblici non riusciranno da soli a rispondere alle esigenze di tutti i cittadini, ma pochi individuano come soluzione, tra le possibili, l’iscrizione al welfare integrato.

In particolare: il 19% degli intervistati manifesta l’ intenzione di aderire ad un Fondo sanitario e il 23% dichiara la volontà di iscriversi ad un Fondo pensione. Tante, invece, le persone che dichiarano di non averci proprio pensato (il 38% nel caso della salute e il 29% della previdenza.)

A che punto siamo con l’educazione finanziaria?

L’indagine campionaria, attraverso la somministrazione di 4 domande specifiche, ha voluto testare anche il livello di educazione finanziaria degli italiani. Per quanto riguarda le conoscenze finanziarie ben il 40% è risultato poco o per nulla preparato.

In conclusione, la necessità di diffondere tra gli italiani una maggiore informazione sui temi previdenziali e finanziari è sicuramente presente, ma la strada da percorrere è ancora lunga.

 


 

Maggiori informazioni sui risultati dell’indagine campionaria sono disponibili nell’articolo “Vecchi e nuovi bisogni: le intenzioni dei lavoratori”, di Maria Dilorenzo, area economia e finanza Mefop.

 

 

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