Il panorama della previdenza complementare: i dati del primo trimestre 2026
Il settore della previdenza complementare ha recentemente registrato un'evoluzione significativa. La Legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto diverse novità, tra cui l’ aumento del limite di deducibilità fiscale a 5.300 euro annui e nuove modalità flessibili di erogazione delle prestazioni.
Adesioni e posizioni in essere
Il numero di adesioni ai fondi pensione è in aumento. Gli ultimi dati Covip, aggornati a marzo 2026, confermano il trend di crescita con 11,9 milioni di posizioni in essere, l’1,7 per cento in più rispetto a dicembre del 2025, e un totale di 10,6 milioni di iscritti. Il numero di posizioni è superiore al numero effettivo di adesioni perché sono incluse anche le adesioni multiple, ossia quelle di coloro che aderiscono contemporaneamente a più fondi pensione.
L'aumento delle posizioni ha interessato positivamente tutte le principali forme pensionistiche. In particolare, le posizioni in essere dei fondi negoziali sono pari a 4,597 milioni, cresciute del +1,8% rispetto a dicembre 2025, grazie soprattutto all’aumento delle adesioni ai fondi dei lavoratori del commercio, del pubblico impiego, della scuola e del settore edile. I fondi aperti contano 2,332 milioni di posizioni, il +3,1% rispetto a dicembre 2025 e le posizioni attive presso i PIP sono 4,016 milioni, l’1,1% in più rispetto a dicembre 2025. A questi numeri vanno aggiunte le 694.000 posizioni presso i fondi preesistenti e le 271.815 dei vecchi PIP (stipulati entro il 31 dicembre 2006, prima dell’entrata in vigore del D.lgs 252/2005, che non possono più ricevere nuove adesioni)
Contributi
I fondi negoziali gestiscono 82 miliardi di euro, seguiti dai PIP con 59,3 miliardi e dai fondi aperti con 42,6 miliardi.
Nel primo trimestre del 2026, l'insieme dei fondi pensione ha raccolto contributi per 4,7 miliardi di euro, un valore in crescita del 12,2% rispetto allo stesso trimestre del 2025. I fondi aperti hanno registrato l'aumento del 18%. Il totale delle risorse destinate alle prestazioni è di 262,6 miliardi di euro.
Rendimenti
I rendimenti del primo trimestre 2026 hanno risentito dell'incertezza sui mercati, dovuta al conflitto in Medio Oriente. Tutte le linee hanno infatti registrato delle flessioni. I comparti azionari hanno segnato un -1,3% nei fondi negoziali, un -2,8% nei fondi aperti e un -3,4% nei PIP di ramo III, e anche le linee bilanciate, obbligazionarie e garantite hanno chiuso il trimestre con il segno meno.
Nonostante la volatilità registrata a inizio 2026, l'orizzonte di lungo termine (valutato sui dieci anni dal 2015 fino al primo trimestre 2026) conferma la validità degli investimenti previdenziali, soprattutto per i profili con maggiore esposizione azionaria. In questo decennio, i rendimenti medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario si sono attestati tra il 4,5% e il 4,7% per tutte le tipologie di forme pensionistiche, battendo la rivalutazione del TFR, che nello stesso periodo si è fermata al 2,6%.