Relazione Covip per il 2025: gli iscritti ai fondi pensione superano i 10 milioni
L’ultima Relazione annuale Covip, recentemente presentata e disponibile sul sito dell’Autorità, illustra i dati relativi alla previdenza complementare a fine 2025.
Fondi pensione nel 2025
I fondi pensione esistenti nel 2025 sono 273. Anche nel 2025 prosegue il consolidamento del sistema della previdenza complementare e continua la riduzione del numero di fondi pensione, che ha comportato la crescita della dimensione media delle forme pensionistiche.
I fondi che dispongono più di un miliardo di euro di risorse accumulate a fine 2025 sono 63. I fondi pensione attivi sono così suddivisi:
- 33 fondi pensione negoziali
- 38 fondi pensione
- 71 PIP (piani individuali pensionistici)
- 131 fondi pensione preesistenti
Numero di iscritti ai fondi pensione e caratteristiche socio-demografiche
Gli iscritti ai fondi pensione nel 2025 sono 10,4 milioni (+4,8% rispetto al 2024), mentre le posizioni aperte sono 11,6 milioni. Le posizioni attive sono superiori al numero degli iscritti per via della presenza di iscrizione contemporanea di una stessa persona a più forme pensionistiche. Gli iscritti con posizioni multiple sono 1,152 milioni, 70.400 in più rispetto al 2024
Gli iscritti risultano così distribuiti:
- fondi negoziali: 4,358 milioni, + 6,1% rispetto al 2024
- fondi aperti: 2,211 milioni, +8,7% rispetto al 2024
- fondi preesistenti: 666 mila, +0,9% rispetto al 2024
- PIP “nuovi”: 3,800 milioni, +2,9% rispetto al 2024
- PIP “vecchi” (nati prima della riforma del 2005 che non si sono adeguati al D.lgs. 252/2005): 271.815 iscritti
Si conferma tra gli iscritti la prevalenza degli uomini (61,2%) rispetto alle donne. Per quanto riguarda la collocazione geografica degli aderenti, la maggior parte risiede nelle regioni del Nord Italia (57,3%).
L’età media degli iscritti è di 46,9 anni. Dai dati emerge che la quota degli iscritti under 35 sta crescendo (20,8% del totale), con un incremento di 3,3 punti rispetto al 2020, mentre la maggior parte degli iscritti, pari al 45,5%, appartengono alla fascia di età centrale 35-55 anni.
Condizione lavorativa degli iscritti ai fondi pensione
In rapporto alle forze lavoro (occupati e persone in cerca di occupazione con almeno 15 anni di età), il tasso di partecipazione è del 39,9%, in aumento rispetto al 2020, in cui il rapporto si attestava al 33,8%. Se riferita ai soli iscritti con versamenti nell’anno, la partecipazione scende al 29%.
Si registra una differenza di genere, che vede una partecipazione maggiore degli uomini lavoratori rispetto alle colleghe donne. Le differenze derivano anche dal minore tasso di occupazione delle donne e dal verificarsi di carriere discontinue.
La maggior parte degli iscritti (7,7 milioni) è composta da lavoratori dipendenti, il 5,5% in più rispetto all’anno precedente. I lavoratori aderenti alla previdenza complementare appartengono soprattutto al settore privato, mentre quelli del settore pubblico sono circa 781.000.
I lavoratori autonomi iscritti sono invece circa 1,2 milioni, il +0,5% rispetto al 2024, iscritti principalmente a fondi aperti e PIP.
Si contano poi circa 1,5 milioni di altri iscritti non lavoratori, tra cui i fiscalmente a carico e chi ha perso i requisiti di partecipazione alla previdenza complementare.
Contributi, investimenti e rendimenti
Gli iscritti versanti, escludendo i PIP “vecchi” per indisponibilità dei dati a livello individuale, sono 7,443 milioni, il 73% del totale. La contribuzione media è di 2.990 euro ed è più alta per i lavoratori dipendenti (3.110 euro), che possono beneficiare anche dei flussi di TFR, rispetto ai lavoratori autonomi (2.780 euro).
Gli iscritti non versanti, calcolati escludendo i PIP “vecchi”, sono 2,748 milioni, il 27% del totale, a cui corrispondono 2,9 milioni di posizioni non alimentate. Poco più della metà degli iscritti non versanti non alimenta la propria posizione da almeno cinque anni; circa un quarto non lo fa da almeno dieci anni. La quota di iscritti non versanti è del 24,5% nel fondi negoziali, il 34,3% nei fondi aperti e il 33,6% nei PIP. Il numero di iscritti non versanti è anche correlato al fenomeno delle posizioni multiple
Nel 2025 sono stati raccolti 22,4 miliardi di euro di contributi, in crescita dell'8,6% rispetto al 2024. Il flusso di TFR ammonta a 9,6 miliardi di euro. Le risorse sono investite prevalentemente in obbligazioni (55,8%), seguite da azioni (24%) e quote di fondi comuni/OICR (15,3%). Gli investimenti nell'economia italiana (titoli e immobili) si attestano al 19,3% del totale.
I rendimenti sono stati tendenzialmente positivi. I comparti azionari hanno registrato le performance migliori (7,7% nei fondi negoziali, 9,6% nei fondi aperti, 7,8% nei PIP).
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